E vissero per sempre felici e contenti. Finivano sempre così le favole che mi raccontavano da bambino. E io rimanevo in bilico: da un lato la felicità che era andato tutto nel migliore dei modi e dall’altro la tristezza che tutto era ormai finito. E così mi capita anche oggi. Se la vita è un grande libro, oggi per me è l’ultima pagina di un capitolo intenso e straordinario, durato cinque anni. Un capitolo che mi lascia triste e felice allo stesso tempo.
Ebbene, eccoci arrivati all’ultimo giorno di scuola. Questa mattina il Liceo Giordano di Budrio, così come tante scuole d’Italia, chiuderà i battenti. Da domani niente più Liceo (salvo i giorni dell’esame).
Sono stati cinque anni davvero meravigliosi. Quello che mi lascio alle spalle è davvero tanto. 5 anni di verifiche e interrogazioni, di ansie e preoccupazioni, di litigi e incomprensioni, di lacrime e depressioni. Ma anche e soprattutto 5 anni di sorrisi e risate, di pazzie e cavolate, di relazioni e chiacchierate, di amicizie e amori. E credo siano proprio queste ultime cose quelle che rimarranno impresse per sempre nei miei ricordi, le cose belle degli anni del Liceo, le cose che mi porterò sempre con me.
In quest’ultimo anno scolastico ho avuto anche la fortuna di essere rappresentante d’istituto del Liceo Giordano Bruno, la cui bellezza sta proprio nella sua intimità, nel suo essere piccolo. Siamo una grande famiglia. E questo favorisce la nascita e lo sviluppo dei bei rapporti tra i ragazzi. E anche di tante belle iniziative. Perché la scuola non è solo studio.
Sono davvero numerose le iniziative che gli studenti del GB portano avanti. Ne cito solo alcune, quelle che ho portato avanti io personalmente (ovviamente grazie all’aiuto di altri studenti). Prima fra tutte quella del giornalino scolastico, Il Rogo, che, nato da tantissimi anni, continua ad uscire periodicamente. E poi anche il Progetto SottoCassa che anima le ricreazioni con la musica. Inoltre anche le varie assemblee di istituto su temi molto interessanti (ad esempio quest’anno la mafia e il terrorismo).
Si potrebbe parlare per giorni e giorni del GB e verrebbero fuori pagine e pagine di parole, ma mi fermo qui. Ho voluto scrivere tutto questo per condividere un mio pensiero, per dar voce ai numerosi ragazzi che, per paura forse, non parlano, e per mostrare quanta bellezza c’è nella scuola di oggi e soprattutto nel Liceo Giordano di Budrio. Invito tutti, dai più piccoli ai più grandi, a trovare il tempo di fare due chiacchiere con un ragazzo o una ragazza del GB. Ne vale la pena!
Michele Simone



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