Budrio, stop al cantiere dei lavoratori in nero. Denunciato imprenditore

29 novembre, 2013

E’ finita male per un 59enne di Bologna, titolare di una ditta edile, che gestiva un cantiere a Budrio. Ieri mattina i Carabinieri insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Bologna gli hanno fatto visita sul luogo dei lavori e lo hanno denunciato per occupazione di lavoratori dipendenti in nero. Fra loro 3 operai non in regola con la documentazione sul lavoro e un 44enne domiciliato a Budrio, di origine marocchina, sprovvisto di permesso di soggiorno.

LAVORATORI STRANIERI IN NERO, DENUNCIATO IL 44ENNE DOMICILIATO A BUDRIO
E’ stata una azione per verificare l’applicazione delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di lavoro e legislazione sociale. Per questo, oltre ai Carabinieri e al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Bologna, erano presenti anche la Direzione provinciale del Lavoro e l’INPS di Bologna. E le verifiche, sul posto, hanno portato alla denuncia. Bologna Today fa sapere che tre lavoratori, un 33enne marocchino di Monghidoro e due 40enni, uno albanese di San Lazzaro di Savena e uno dello Sri Lanka, erano in regola con i documenti di riconoscimento, ma non con quelli relativi alla normativa sul lavoro. Il quarto, operaio, un 44enne marocchino, domiciliato a Budrio, con precedenti di polizia, oltre a non essere in regola con la normativa sul lavoro, è risultato anche sprovvisto del permesso di soggiorno sul territorio nazionale. Per questo motivo è stato denunciato per violazione degli obblighi in materia di soggiorno in Italia da parte di stranieri.

Chi dovrà rispondere alla giustizia con più capi di accusa è il titolare della ditta, un 59enne di Bologna. A suo carico denuncie per: sospensione dell’attività imprenditoriale per occupazione di dipendenti in nero; mancata documentazione obbligatoria sul cantiere e occupazione di lavoratori dipendenti in nero.

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1 commento


  1. forse, per alcuni, è questa la vera RISORSA proveniente dall’immigrazione malgovernata: persone da SFRUTTARE, da far lavorare in nero, malpagandole e non versando i contributi previdenziali…ma non dovrei scrivere certe cose: non è “politically correct”.

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