Cassazione, si’ a risarcimento a insegnante di Budrio

16 febbraio, 2012

No alla fiducia cieca dei genitori nei confronti dei loro figli sulla base delle ‘verità’ da loro stessi riferite e non verificate preventivamente. Il monito arriva dalla Cassazione che ha convalidato la legittimita’ di un risarcimento accordato ad una insegnante di una scuola elementare di Budrio (Bo), per la diffamazione subita in seguito ad una denuncia fatta pervenire dai genitori di un bambino – tramite due lettere indirizzate al dirigente scolastico e al provveditore agli studi di Bologna – nelle quali si affermava, contrariamente al vero, che la docente “aveva ripetutamente percosso e umiliato il figlio”.

Non paghi, i genitori, in base all’analisi compiuta dal giudice di merito avevano fatto arrivare la notizia alla stampa per denunciare, pure se in forma anonima, le presunte vessazioni dell’insegnante “perchè mossi da volontà di ritorsione nei confronti dell’insegnante che successivamente all’episodio riferito dal minore gli aveva impartito una nota per mancato espletamento dei compiti di fine settimana”.

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2 Commenti


  1. siamo nel 2012 appena un insegnante sfiora un “cinno” molesto subito i genitori, mega apprensivi, gridano allo scandalo… forse perchè è più facile dare la colpa ad altri che a se stessi per la maleducazione impartita al figlio… quando andavo alle elementari mia madre chiedeva alla maestra di sculacciarmi se mi comportavo male… sono proprio cambiati i tempi…

  2. figurarsi la mia, di madre, che era sempre indecisa se darmele anche lei……

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