Il 26 settembre alle ore 18 sarà inaugurata la Raccolta dal titolo La bottega del legno della famiglia Rapparini. La nascita di questa donazione permanente aprirà la Notte dei Musei 2015, da molti anni appuntamento insostituibile del calendario culturale budriese. Una stanza (al n.37 di via Garibaldi) diventerà il luogo in cui la falegnameria de La Motta di Vedrana potrà rinascere, diventando un patrimonio dell’intera comunità.
LA BOTTEGA DEL LEGNO
L’iniziativa è partita alcuni anni fa: quando Nadia Rapparini, complice la morte del padre Adriano, ha deciso di restituire vitalità agli strumenti da falegname ereditati quasi vent’anni prima. La Raccolta è di conseguenza dedicata ad Adriano Rapparini, fiero sostenitore dell’importanza della tutela del materiale di famiglia, ma soprattutto uomo capace di promuovere costantemente la cooperazione tra le persone.
Nadia ha potuto avvalersi della collaborazione: di Lorella Grossi (direttrice dei musei di Budrio), sempre pronta a dare il proprio aiuto, dell’architetto Maria Cinzia Chiodini, curatrice dell’allestimento della sala, e di Leonardo Arrighi, a cui è stata affidata la ricerca storica. Oltre che del Comune di Budrio.
La pubblicazione, curata da Arrighi, dal titolo La bottega del legno della famiglia Rapparini – Falegnami a La Motta dalla metà del 1800 (Edizioni Aspasia), contiene tutte le notizie relative alla falegnameria. La vicenda umana e professionale dei Rapparini si inserisce nella narrazione della storia di Vedrana e de La Motta. L’approfondimento del ruolo rivestito dall’artigianato arricchisce l’avventura dei Rapparini, giunti a Vedrana attorno al 1850. Luigi, Cesare, Massimo, Alfredo e Ottorino sono i nomi dei falegnami che si sono succeduti alla guida della bottega, dimostrando delle abilità tecniche tramandate da un maestro di Castenaso (luogo di origine dei Rapparini) formatosi nella seconda metà del 1700.
Ripercorrere l’evoluzione artigianale dei falegnami de La Motta significa confrontarsi con un cosmo sociale ormai perduto, notando quanti siano i punti di contatto con altre vicende caratteristiche dell’Italia intera.
LA FALEGNAMERIA DEI RAPPARINI
Luigi Rapparini nasce a Castenaso nel 1814 e – dopo essersi messo alla prova in una bottega probabilmente di proprietà di un falegname formatosi nell’ambiente bolognese – giunge a Vedrana attorno al 1850. A spingerlo nel nostro Comune è la necessità di trovare una falegnameria, provvista di abitazione, che abbia un affitto sostenibile per le limitate risorse economiche di Luigi, già padre di due figli. A La Motta nasceranno altri tre figli, che andranno a completare la famiglia dei Rapparini. Da questo momento ha inizio l’avventura professionale dei falegnami de La Motta: Luigi lascerà il testimone a Cesare e Massimo, che a loro volta istruiranno i giovani Alfredo, Aldo e infine Ottorino.
Le abilità tecniche dei Rapparini sono tutt’altro che comuni e sono riscontrabili soltanto tra gli ebanisti: la costruzione e la riparazione degli oggetti di uso comune occupa gran parte delle giornate dei falegnami, intenti spesso anche alla progettazione di mobili, tavoli ed altre preziose creazioni destinate alle ricche famiglie bolognesi che risiedono a Vedrana.
I Rapparini sono strettamente legati a La Motta, un’altura molto probabilmente di epoca preistorica. L’edificio, posto all’angolo tra via Zenzalino e via Rondanina, ha lo stesso nome della località ed è stato costruito prima del 1500. Dal 1700 all’interno de La Motta risultano due attività: una bottega da falegname e una da fabbro. La famiglia Rapparini giunge in un luogo già adibito a falegnameria e tra quelle mura costruisce la propria storia, dando vita ad una tradizione artigianale lunga 150 anni.
La pazienza, la cura del dettaglio e la passione viscerale per una materia viva come il legno sono alcune delle qualità caratteristiche dei falegnami de La Motta, capaci di difendere la sensibilità artigianale fino alla fine del 1900 e pronti ora, attraverso la rinascita della loro bottega, a raccontare una vicenda piena di spunti di riflessione.


E vissero per sempre felici e contenti. Finivano sempre così le favole che mi raccontavano da bambino. E io rimanevo in bilico: da un lato la felicità che era andato tutto nel migliore dei modi e dall’altro la tristezza che tutto era ormai finito. E così mi capita anche oggi. Se la vita è un grande libro ... 
Non mi era mai capitato di visitare una mostra di opere astratte. E' successo, per la prima volta, spinto dalla curiosità, per quella dell'artista Massimo Arrighi, nostro concittadino. ... 
Vi invio questa lettera per fare alcune riflessioni sul problema del "rusco".
Premetto che sono completamente a favore della raccolta differenziata e della possibilità del recupero reale dei nostri scarti, devo però dire che ho alcune perplessità sulla raccolta differenziata come sta avvenendo ora. ... 
Recentemente la comunità di Budrio e i suoi genitori sono stati sconvolti dal tentato adescamento subito da un bambino di 10 anni avvicinato in macchina da un uomo, mentre si recava da solo a piedi a lezione di taekwondoo. ... 
Due ragazzine (12 anni? 14?) entrano in libreria a Budrio.
Scusa abbiamo un problema puoi aiutarci? Abbiamo trovato queste chiavi per terra lungo la strada della scuola, come possiamo fare per farle ritrovare al proprietario? Ci puoi dare un consiglio? ... 
Questa [foto, a lato] è la postazione nella piazza dove, più che in qualsiasi altro posto della città, si possono acquisire notizie di primissima mano. L’osservatorio è presidiato per diverse ore già di prima mattina con l’arrivo degli osservatori che dovranno prendere nota di quanto succede fino al rapporto che verrà fatto di lì, a quando si aggiungeranno al gruppo i commentatori....
Forse non tutti hanno letto l’ordinanza emessa dal Sindaco il 12 Novembre scorso e riguardante la gestione della raccolta rifiuti e le sanzioni per i “comportamenti non conformi”...
Il nostro organismo è composto al 60% di acqua, e per mantenere una corretta idratazione è importante bere almeno 1,5 l di acqua al giorno. Ma quale acqua è meglio utilizzare, l’acqua minerale o l’acqua del rubinetto?