C’era una volta il Caffe’ Gasperini di Budrio

15 febbraio, 2017

Schermata 2017-02-15 alle 14.33.40Dal 1935 al 1970 quello che oggi è il Bar Centrale di via Bissolati era il Caffè di proprietà dell’indimenticabile Corrado Gasperini. Per oltre tre decenni tra caffè, thè, liquori e brioches ha vissuto il suo momento d’oro un autentico Caffè, contraddistinto da discussioni, chiacchierate, partite a carte, a biliardo, nuvole di fumo, zirudelle e molte altre caratteristiche: tutte da riscoprire.

GASPERINI ED UN FAMOSO PREDECESSORE
L’attuale Bar Centrale in via Bissolati incarna soltanto l’ultimo capitolo di una storia lunghissima, che ha visto succedersi molti proprietari diversi. Il primo titolare di cui si conservi una memoria tangibile è stato Giuseppe Donati, l’inventore dell’ocarina. Nel 1866, alcune settimane dopo il matrimonio, Donati diventa il titolare del caffè-pasticceria, trasferendo la propria residenza in via Fantini. Per quattro anni, fino al 1870, il padre dell’ocarina si dedica al Caffè, impegnandosi nella costruzione del famoso strumento musicale nelle ore notturne. A partire dai primi anni del ‘900 la bottega, allora in via Umberto I, prende il nome di Caffè Centrale.
Nel 1935 entra in scena Corrado Gasperini, che acquista il locale. Da questo momento, per tutti i budriesi, nasce il Caffè Gasperini: per trentacinque anni, la bottega vive il suo periodo d’oro, legato ad un’atmosfera simile alle settecentesche Botteghe del Caffè, luoghi in cui gli uomini si riunivano per parlare e discutere di questioni culturali e sociali. Lunghissime partite a carte e a biliardo, impenetrabili nuvole di fumo, liti, ma anche amabili chiacchierate, bonarie prese in giro e le famose zirudelle, composte da un gruppo di “poeti” di primissimo ordine: tutto questo – e molto altro – ha contraddistinto il Caffè Gasperini.

TELEFONO, TV E “NOBILI” DI BUDRIO
All’interno della bottega si trovava un’ambita cabina telefonica. Per alcuni decenni, quando il telefono era una rarità assoluta nelle case dei budriesi, il Caffè ha rappresentato un punto di riferimento per chiunque volesse fare oppure ricevere telefonate. In questi casi era fondamentale la collaborazione di Corrado, della moglie Jolanda Merighi e delle figlie Graziella e Giovanna, veri e propri “segretari” di un elenco smisurato di persone. Nel locale di via Bissolati è apparsa una delle prime televisioni di Budrio: restano memorabili le serate in cui Lascia o Raddoppia e Campanile Sera affollavano le sale del Caffè.
La personalità del budriese Corrado Gasperini – nato nel 1904 – ha contribuito a rendere unica la storia della sua bottega. Gli amici lo avevano soprannominato Al Cardinèl (Il Cardinale) perché in quel periodo c’era un certo Cardinale Gasparri. A contraddistinguere il titolare del Caffè Centrale era il carattere dissacrante, a volte scontroso, ma fondamentalmente gentile. Indimenticabile la sua passione per il solitario, che lo portava a fingersi – con le persone arrivate per la prima volta nel locale – un cliente, proprio per non interrompere l’amato gioco. Famosa l’assegnazione di “titoli nobiliari” da parte di Corrado, che individuava in se stesso del Moro, in Giancarlo Zagni dell’Alberino, in Franco Zagari del Borgo Lupo, in Arrogo Sarti della Riccardina e in Dante Simon della Barabana i veri “nobili” di Budrio. Ad accompagnare la storia del Caffè Gasperini c’è stata anche la sfida di bugie, che avrebbe dovuto premiare – con una bottiglia di liquore – il narratore della bugia più grande mai raccontata: è sufficiente sottolineare che nessuno riuscì, nel corso dei decenni, a portare a casa l’agognata bottiglia.

LE ZIRUDELLE DEL CAFFÈ
Tra caffè, thè, liquori e brioches si riunivano spesso dei gruppi di budriesi, che si divertivano componendo zirudelle, divenute con il tempo dei classici. Attraverso due di queste, possiamo ricordare i lavori di ricostruzione – avvenuti nel 1958 – del palazzo in cui ancora oggi è presente il locale e soprattutto riemergono alcuni dei clienti abituali: Testoni, Lodi, Lipparini, Capponi, Pondrelli, Federici, Magli, Trombetti, Orlandini, Pulvino, Cantelli, Barattoni e Codicè.
L’acquisto del Caffè da parte di Gasperini fu abbastanza casuale. Corrado svolgeva l’attività di contadino in un terreno vicino alla propria abitazione, posta lungo via del Moro. Alla fine del 1934 si verifica un esproprio militare a vantaggio della Caserma budriese e, dopo un accordo con il fratello, Corrado decide di rilevare la bottega di Julli, suo predecessore alla guida del Caffè Centrale. Dal 1935 al 1970 Gasperini, la moglie Jolanda e poi le figlie Graziella e Giovanna (presenti a partire dagli anni ’50) saranno alla guida dell’indimenticabile locale di via Bissolati, rimasto per molti budriesi il Caffè Gasperini.

Ringrazio Giovanna Gasperini, Maurizio Montanari, Fernando Pazzaglia, Cesare Rubbini, Paolo Scardovi e Arino Zecchi

Leonardo Arrighi

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